Fai e tieni in vita il sito di chi non ha nessuno che se ne occupi: artigiani, studi, negozi, piccole aziende. Non solo la costruzione — soprattutto il fatto che dopo resti aggiornato.
I clienti del lavoro creativo si trovano in due posti: le piattaforme dove pubblicano le richieste, e le vetrine dove guardano i lavori prima di scegliere. Servono entrambe.
Piattaforma italiana dove aziende e privati pubblicano incarichi per professionisti indipendenti.
I privati pubblicano una richiesta e ricevono preventivi dai professionisti della zona.
La ricerca è già impostata sul mestiere e sull'Italia: aggiungi la tua città per vedere solo quelle vicine.
Le due componenti convergono su più fonti indipendenti. Realizzazione: 700-3.000 € per un sito vetrina fatto da un freelance, 800-3.000 € la fascia tipica per una piccola impresa (Paperblog), fino a 5.000 € per lavori più curati (Ivemind). Manutenzione, che è la parte che regge il percorso: 50-100 €/mese in fascia base e 150-300 €/mese in fascia professionale (DSI Design), con un freelance che pubblica il proprio listino a 590-890 €/mese comprensivi di 4-8 ore di intervento (Simone Ricucci). La forchetta mensile mette insieme 3-6 clienti di manutenzione in parallelo più un sito nuovo ogni uno o due mesi: il numero di clienti è una stima, non un dato rilevato. Per rifarlo: raccogliere 10-15 listini pubblici di freelance e piccole agenzie italiane e prenderne la mediana, sia sulla realizzazione sia sul canone.
Nessuna fonte conta quante piccole imprese italiane abbiano un sito abbandonato o non ne abbiano uno. È plausibile per come è fatto il mercato — la manutenzione è la prima cosa che si perde di vista dopo il lancio — ma resta una plausibilità, non una misura. Per questo la domanda è indicata come costante e non come alta.
Il dato più importante qui non è un numero ed è di uno dei professionisti da cui vengono le tariffe: 90 € al mese e 690 € al mese non sono confrontabili, perché dentro non c'è la stessa quantità di lavoro. Un canone basso copre l'essenziale — aggiornamenti tecnici e copie di sicurezza; uno alto include ore vere di modifica dei contenuti. Chi vende il canone basso credendo di vendere quello alto lavora in perdita, ed è l'errore più comune del mestiere. Il modello di reddito è lo stesso di «Contenuti e social per attività locali»: molti piccoli clienti ricorrenti, e vale la stessa cautela — il salto dal prezzo di un cliente al fatturato di chi ne segue diversi è costruito, non osservato. Una fonte segnala che alcune realtà coprono fino al 60% del costo del sito con contributi a fondo perduto per le piccole imprese: da verificare, ma se regge è un argomento di vendita che abbassa la barriera per il cliente. È fatturato: al lordo di IVA, contributi, imposte e dei costi di dominio e hosting, che vanno scorporati se rifatturati.
Quanto ci vuole prima di essere pagati: non lo sappiamo. Non l'abbiamo trovato per nessuno dei nostri percorsi, e non per pigrizia — in Italia sembra che nessuno lo misuri. Chiedilo a due o tre persone che questo mestiere l'hanno cominciato da adulte, dopo un'altra vita professionale: è l'unico posto dove quella risposta esiste.
Questo posto nasce per aiutare chi ha esperienza alle spalle, non per fare numeri. Raccontaci cosa miglioreresti: leggiamo tutto.