Segui ragazzi che restano indietro, uno alla volta o in piccolo gruppo. Poche ore, ingresso quasi immediato, domanda ovunque.
Mediane nazionali dell'Osservatorio Prezzi 2026 di LeTueLezioni (oltre 94.000 annunci, aprile 2026): 13 €/ora in presenza e 15 €/ora online, con il Nord a 15 €, il Centro a 14 €, il Sud a 13 €, Milano a 18 € e Roma a 17 €. Riscontro indipendente da Money.it (settembre 2025): 10-12 €/ora per elementari e medie, 13-18 € per le superiori, 30-40 € per l'università. Forchetta mensile = 13-18 €/ora per 22-65 ore al mese, cioè 5-15 ore a settimana durante l'anno scolastico. Il monte ore è una nostra assunzione, non un dato rilevato.
Correzione rispetto alla nostra stima, che diceva «alta». Il dato di domanda più solido è datato: indagine Ripetizioni.it ripresa dal Sole 24 Ore, secondo cui uno studente su quattro ha svolto lezioni private con una spesa media intorno ai 400 € l'anno — ma è del 2023 e non è stato possibile aggiornarlo. Sul lato opposto, l'Osservatorio Prezzi 2026 di LeTueLezioni ha analizzato oltre 94.000 annunci attivi: è una misura di offerta, non di domanda, e racconta un mercato molto affollato, in buona parte fatto di studenti universitari a tariffe basse. Domanda diffusa ma concorrenza altissima.
La materia conta più della città, ed è l'informazione più utile per chi ha una competenza vera da spendere: latino e greco arrivano a 30 €/ora con punte di 50 a Milano, matematica fino a 26 €, mentre l'inglese resta intorno ai 15 €. Il vantaggio sta nelle materie difficili, non nell'aiuto compiti, dove si compete al ribasso con ventenni. Controintuitivo ma documentato: l'online costa più della presenza (15 € contro 13 € di mediana) e in quattordici discipline su trenta il remoto è più caro; il divario Nord-Sud sulle tariffe resta entro i 2 € l'ora. Il lavoro è concentrato nell'anno scolastico, con un picco a giugno e luglio per i debiti: la cifra qui sopra tiene già conto dei mesi vuoti. Una cautela: le piattaforme del settore descrivono un mercato in larga parte non dichiarato — una arriva a scrivere che il 90% degli importi non viene dichiarato. È un'affermazione di parte che non abbiamo potuto verificare e che non usiamo come dato, ma il segnale di informalità è coerente con tutte le fonti. Le tariffe indicate sono quelle pagate dalle famiglie: chi opera in regola ne perde una quota in contributi e imposte. Sulle piattaforme dove si trovano gli allievi la differenza è enorme e nessuna la mette in evidenza: due delle più usate in Italia non trattengono nulla e il pagamento avviene fra te e la famiglia; un'altra trattiene il 10%, che si azzera con un abbonamento annuale di 69 €; un'altra ancora trattiene il 100% della prima lezione di prova e poi il 33%, che scende al 18% solo dopo centinaia di ore insegnate. Chi comincia sta sempre nella fascia peggiore: guarda la percentuale prima di scegliere dove iscriverti.
Quanto ci vuole prima di essere pagati: non lo sappiamo. Non l'abbiamo trovato per nessuno dei nostri percorsi, e non per pigrizia — in Italia sembra che nessuno lo misuri. Chiedilo a due o tre persone che questo mestiere l'hanno cominciato da adulte, dopo un'altra vita professionale: è l'unico posto dove quella risposta esiste.
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