Tieni i conti, le assemblee, i fornitori e le scadenze di uno o più edifici. Metà lavoro di numeri, metà di persone, con un ciclo che si ripete ogni anno.
Si comincia quasi sempre come collaboratore in uno studio che amministra già: le posizioni escono come impieghi negli studi di amministrazione condominiale, e da lì si prende il primo condominio.
La piattaforma del Ministero del Lavoro e dell'INPS: dal 2026 le aziende ci pubblicano le posizioni, e caricando il curriculum ti propone quelle compatibili. Si entra con lo SPID.
Una delle agenzie per il lavoro più grandi: cerca per mestiere e provincia, e passa anche in filiale.
La ricerca è già impostata sul mestiere e sull'Italia: aggiungi la tua città per vedere solo quelle vicine.
Cinque fonti indipendenti convergono sulla stessa tariffa base: 50-80 € all'anno per unità immobiliare, IVA esclusa (idealista, Gromia, Leggecondominiale, Condexo, quest'ultima 60-90 €). A Milano e Roma le stesse fonti danno 80-120 € per unità. Il minimo applica la fascia bassa (50 €) a un portafoglio da principiante di 200 unità: 10.000 €/anno, 830 €/mese. Il massimo applica la fascia alta cittadina (120 €) a un portafoglio medio-strutturato di circa 375 unità: 45.000 €/anno, 3.750 €/mese — coerente con la media nazionale di 43.000-45.000 € riportata da Indeed e Bsness. Per rifarlo: il tariffario ANACI, non vincolante dal 2012 ma ancora il riferimento più citato, va riconsultato ogni anno.
L'articolo 1129 del Codice Civile impone la nomina di un amministratore in ogni condominio con più di otto proprietari: il mercato esiste per legge. Ma esistere non è essere accessibile — chi è già affermato tiene il portafoglio, e i condomini che cambiano gestione sono pochi rispetto allo stock.
Il reddito dipende quasi solo dal NUMERO DI UNITÀ GESTITE, non dalla tariffa, che è stabile: la forchetta larga è la distanza fra chi comincia (fino a 150-200 unità) e chi è strutturato (oltre 70.000 €/anno). Chi comincia parte sempre dal basso. Serve un corso di formazione iniziale e l'aggiornamento periodico obbligatorio dal 2014 (legge 220/2012): non è un mestiere che si avvia domani mattina. Soglia successiva: la certificazione UNI 10801:2024 serve per gestire condomini con bilanci sopra i 100.000 €, irrilevante all'inizio e vincolante per crescere. È fatturato: da qui escono IVA, contributi, imposte, software, RC professionale obbligatoria e le assemblee, che si fanno di sera. Le tariffe sono la sola quota ordinaria — lavori straordinari e pratiche speciali si pagano a parte e non sono in questa forchetta. Un confronto europeo citato da ESTIA (8 €/mese per unità in Italia contro 17-25 € in Belgio, Francia, Germania e Paesi Bassi) dice che il mercato italiano rende strutturalmente meno.
Quanto ci vuole prima di essere pagati: non lo sappiamo. Non l'abbiamo trovato per nessuno dei nostri percorsi, e non per pigrizia — in Italia sembra che nessuno lo misuri. Chiedilo a due o tre persone che questo mestiere l'hanno cominciato da adulte, dopo un'altra vita professionale: è l'unico posto dove quella risposta esiste.
Questo posto nasce per aiutare chi ha esperienza alle spalle, non per fare numeri. Raccontaci cosa miglioreresti: leggiamo tutto.