Entri in un'attività già avviata portando competenza e a volte capitale: spesso è un imprenditore senza successione che cerca chi lo affianchi.
Abbiamo cercato dati affidabili sui compensi di questo percorso e non ne abbiamo trovati di abbastanza solidi da pubblicare. Preferiamo lasciarlo vuoto.
Succede più spesso sui lavori autonomi che su quelli da dipendente, e non perché siano più incerti: i contratti collettivi si pubblicano per legge, i compensi di chi lavora in proprio no. La differenza è in quanto sono trasparenti le fonti, non in quanto è solida la strada.
Nessuna cifra, e non per mancanza di ricerca: qui il numero non esiste in forma aggregata. Entrare come socio non produce un compenso ma un accordo fra soci — quote, utili, eventuale compenso da amministratore — con proporzioni decise caso per caso, in trattativa privata, che nessuno rileva né pubblica. Chiunque dichiarasse una forchetta la starebbe inventando. L'unico modo di farsi un'idea è parlare con due o tre persone che ci sono passate, e con il proprio commercialista sui numeri dell'azienda specifica.
Quello che si può dire senza numeri: si entra in un'azienda che già fattura, quindi si saltano i due anni più rischiosi, ma si compra anche la sua storia — chiedere gli ultimi tre bilanci prima di qualunque discorso non è diffidenza, è il minimo. E il compenso da amministratore, se c'è, è una cosa diversa dagli utili: vanno decisi separatamente e messi per iscritto.
Quanto ci vuole prima di essere pagati: non lo sappiamo. Non l'abbiamo trovato per nessuno dei nostri percorsi, e non per pigrizia — in Italia sembra che nessuno lo misuri. Chiedilo a due o tre persone che questo mestiere l'hanno cominciato da adulte, dopo un'altra vita professionale: è l'unico posto dove quella risposta esiste.
Questo posto nasce per aiutare chi ha esperienza alle spalle, non per fare numeri. Raccontaci cosa miglioreresti: leggiamo tutto.