Metti a reddito quello che sai già fare: perizie, stime, visure e accatastamenti, pratiche edilizie. Poche ore, clienti tuoi, nessuna struttura da mantenere.
Abbiamo cercato dati affidabili sui compensi di questo percorso e non ne abbiamo trovati di abbastanza solidi da pubblicare. Preferiamo lasciarlo vuoto.
Succede più spesso sui lavori autonomi che su quelli da dipendente, e non perché siano più incerti: i contratti collettivi si pubblicano per legge, i compensi di chi lavora in proprio no. La differenza è in quanto sono trasparenti le fonti, non in quanto è solida la strada.
Nessuna forchetta mensile, ma stavolta il dato a pratica c'è ed è di buona qualità: manca solo quante pratiche si fanno in un mese, che è la variabile che nessuno pubblica. Il comitato regionale dei collegi dei geometri dell'Emilia-Romagna pubblica una tariffa orientativa per prestazioni topografico-catastali con importi per singola prestazione — per esempio un tipo mappale per fabbricati ex rurali, comprensivo di estratto di mappa e relazione, a 300 €. Sul mercato: l'aggiornamento di una planimetria catastale per un piccolo appartamento a Milano parte da 350 € più spese, una richiesta di planimetria su delega da 100 €, a cui si aggiungono gli oneri che non sono compenso del professionista (50 € di spese catastali per unità variata, 70 € di diritti di voltura). Per costruire la cifra mensile mancano due numeri che si ottengono solo sul campo: quante pratiche realistiche al mese per chi lavora poche ore, e il rapporto fra pratiche semplici e complesse.
Il requisito che decide tutto, e va detto prima di ogni altra cosa: queste prestazioni sono riservate a tecnici abilitati e iscritti all'albo — geometra, perito, architetto o ingegnere. Non è un percorso che si intraprende a cinquantacinque anni portando esperienza pratica: o il titolo c'è già, o non c'è. Per chi ce l'ha ed è uscito da un'azienda, però, è uno dei percorsi con meno attrito di tutto l'elenco: nessuna struttura da mantenere, lavoro a pratica, volume regolabile. Attenzione alla parola «tariffa»: i tariffari professionali obbligatori sono stati aboliti nel 2012, e quelli dei collegi sono orientativi — servono come riferimento, non come prezzo imposto. Le cifre di mercato citate vengono da studi di grandi città e il divario territoriale su questo tipo di prestazioni è forte. Sono importi di fatturato, e vanno tenuti separati dagli oneri che il professionista anticipa per conto del cliente, che non sono suoi ricavi. Un elemento di contesto che conta per il futuro: l'Agenzia delle Entrate ha aperto servizi online per la voltura catastale e la rettifica dei dati, e una parte delle pratiche più semplici si sta spostando sul fai-da-te del cittadino, il che nel medio periodo potrebbe erodere proprio il segmento base di questo lavoro.
Quanto ci vuole prima di essere pagati: non lo sappiamo. Non l'abbiamo trovato per nessuno dei nostri percorsi, e non per pigrizia — in Italia sembra che nessuno lo misuri. Chiedilo a due o tre persone che questo mestiere l'hanno cominciato da adulte, dopo un'altra vita professionale: è l'unico posto dove quella risposta esiste.
Questo posto nasce per aiutare chi ha esperienza alle spalle, non per fare numeri. Raccontaci cosa miglioreresti: leggiamo tutto.