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Affiancamento alla proprietà

Affiancamento al passaggio generazionale

Accompagni una famiglia che deve passare l'azienda alla generazione successiva: metà lavoro tecnico, metà equilibrio fra persone.

compenso non ancora documentato
Progetti lunghi, poche ore a settimana — impegno di tempo
Domanda costante
domanda di mercato
Costruisci il tuo pianoDodici domande, cinque minuti, gratis.Comincia
Cosa serve
·Esperienza di governance o direzione
·Sensibilità nelle dinamiche familiari
·Rete di commercialisti e notai con cui collaborare
Le leve che contano
In Italia una PMI su quattro deve passare la mano entro dieci anni
Un solo caso seguito bene genera passaparola per anni
I primi tre passi
1Parla con due commercialisti della tua rete: sono loro il canale
2Studia i casi tipo e le soluzioni societarie più comuni
3Offri un primo colloquio conoscitivo alla famiglia, senza impegno
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Cercati, non trovati · ricerca del 30/07/2026

Abbiamo cercato dati affidabili sui compensi di questo percorso e non ne abbiamo trovati di abbastanza solidi da pubblicare. Preferiamo lasciarlo vuoto.

Succede più spesso sui lavori autonomi che su quelli da dipendente, e non perché siano più incerti: i contratti collettivi si pubblicano per legge, i compensi di chi lavora in proprio no. La differenza è in quanto sono trasparenti le fonti, non in quanto è solida la strada.

Nessuna forchetta. Non esiste una fonte italiana che pubblichi compensi per l'advisory sul passaggio generazionale: né tariffari di associazioni professionali, né rilevazioni di mercato, né indicazioni negli studi accademici, che si occupano delle performance delle imprese e non del costo dei consulenti. L'unico riferimento vicino sarebbe la tariffa giornaliera media degli interim manager (724 €), ma applicarla qui sarebbe un trapianto arbitrario: questo è un progetto lungo a poche ore la settimana, con una componente familiare che non ha niente a che vedere con un incarico di temporary management.

Una cautela che riguarda chi legge. L'universo dell'Osservatorio sono imprese sopra i 20 milioni di fatturato: aziende che un advisor ce l'hanno già e che, quando serve, si rivolgono alla banca o a uno studio strutturato. Il bisogno davvero scoperto sta nelle micro e piccole imprese, dove però l'interlocutore di fiducia è il commercialista storico e il budget per una consulenza esterna è minimo o inesistente. Presentare «un'impresa su tre affronterà il ricambio» come se fosse un bacino di clienti sarebbe fuorviante. È un ruolo che si ottiene per reputazione e relazioni già esistenti, non per competenza dimostrabile a freddo. Un dato che aiuta a capire il mestiere: nel 70% dei casi la guida viene affidata al primogenito, e i successori arrivano al vertice intorno ai 45 anni dopo lunghi affiancamenti — la parte tecnica del lavoro è spesso la meno decisiva.

Quanto ci vuole prima di essere pagati: non lo sappiamo. Non l'abbiamo trovato per nessuno dei nostri percorsi, e non per pigrizia — in Italia sembra che nessuno lo misuri. Chiedilo a due o tre persone che questo mestiere l'hanno cominciato da adulte, dopo un'altra vita professionale: è l'unico posto dove quella risposta esiste.

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